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Ecce bombo. Quando la frutta diventa piccante.

Ecce bombo. Quando la frutta diventa piccante.

Nascono storie, crescono sogni e sbocciano fiori e amori come se non ci fosse un domani.

Fino a oggi vi abbiamo parlato di agricoltura, frutta e confettura. Ma era tutta una scusa per arrivare a scrivere questo articolo.
Mettetevi comodi come se foste dal parrucchiere e lasciatevi raccontare la storia che dimostra definitivamente come i romanzi rosa siano quelli che più di tutti rispecchiano la vita vera.

È la storia di un triangolo amoroso, una di quelle che piacciono tanto a noi che siamo cresciuti a succhi di pera e telenovelas a casa della nonna.

Siete pronti?

No, che non siete pronti! Andate su YouTube, mettete la sigla di Beautiful e tornate a leggere ripartendo da questo punto.

Ecco, adesso siete pronti.

Siamo ad aprile e a Luogosano è appena arrivata la primavera.
Questo è il mese in cui i ciliegi e i peri si svegliano dal letargo e iniziano subito a riempirsi di fiori per farsi belli per la stagione dell’amore.
Per chi si stanno facendo belli? Per i bombi, naturalmente!
Sono loro i protagonisti della nostra storia.
Questi belli e dannati, infatti, hanno il brutto vizio di sedurre ogni singolo albero di pero e di abbandonarlo sistematicamente al proprio destino per il primo ciliegio che passa. Sì, sembra proprio quel famoso meme eppure è la natura: i bombi farebbero di tutto per il nettare dei peri, tranne rinunciare a quello dei ciliegi.
Da questo momento in poi, nel frutteto, sarà tutto un fiorire di chat silenziate piene di “Mi ami, ma quanto mi ami, mi pensi ma quanto mi pensi’, “Mi dispiace, devo andare, il mio posto è là”, “Non son degno di te, non ti merito più”, “Lui chi è? Come mai l’hai portato con te?”, “Non è colpa tua, sono io che non ti merito”, “Quanta bellezza, quanta promiscuità”.

Insomma, la natura in questo periodo ci dà uno dei suoi insegnamenti più importanti: i bombi sono tutti uguali.

Per tornare seri.

Gli agronomi – e gli agronomisti da salotto – che ci stanno leggendo avranno già capito che stiamo parlando dell’impollinazione entomofila, ovvero quella che, a differenza dell’impollinazione del vento, o anemofila, avviene attraverso l’azione degli insetti pronubi. Tutte le piante che si avvalgono di questo di processo per fruttificare, cercano in ogni modo di attrarre a sé gli insetti impollinatori e lo fanno attraverso veri e propri strumenti di seduzione, come il colore, il profumo, il nettare.
Nella nostra storia, i ciliegi vantano un nettare più dolce rispetto ad altre piante stagionali, per cui saranno sempre i primi ad attrarre i bombi e le api.

Quando, infatti, nel campo i ciliegi e i peri sono troppo adiacenti, gli impollinatori preferiranno sempre i primi, che tra tutti gli alberi di stagione hanno i fiori più succulenti. E i peri resteranno lì, abbandonati prim’ancora di essere sedotti.
Ed ecco perché in un frutteto a colture diversificate, peri e ciliegi sono sempre giudiziosamente distanziati.

Non in tutti i campi, però, si possono pianificare le coltivazioni in maniera ottimale: nelle terre ricche di biodiversità ed eterogenee come quelle dell’Irpinia, recuperate senza alterarne la morfologia, mantenere adeguatamente separate tutte le piantagioni era pressoché impossibile.
Per cui sono state necessarie alcune strategie di soccorso e l’intervento dei nostri agronomi più esperti, che, come veri consulenti sentimentali, hanno capito che la rotta della passione non è quella del cuore e che certi incontri vanno organizzati.
Quindi, hanno fatto una cosa semplice e creativa che sta alla base delle più fortunate tecniche di coltura: hanno collocato dei nidi direttamente vicino ai peri per dare loro una possibilità con il bombo e favorire l’impollinazione indotta.
Intere colonie di bombi, che per natura sono stanziali e abitudinari, si ritrovano direttamente su una pianta pronta ad accoglierli, amarli e dare presto alla luce tante piccole pere.

L’installazione dei nidi nei pressi degli alberi da frutto è una tecnica efficace e corretta, vi assicuriamo che non siamo dei combinatori di matrimoni, non vorremmo mai forzare i sentimenti, vogliamo solo dare un’occasione a due cuori che altrimenti non si incontrerebbero mai: chi l’ha detto, d’altronde, che per trovarsi servono giri immensi? Molto più spesso, l’altra metà della pera sta proprio lì, sotto i nostri occhi anche se non la vediamo subito.

Abbiamo fatto tanto per recuperare le colture tradizionali e sperimentare tecniche innovative per un’agricoltura sostenibile, tant’è che oggi riusciamo a prenderci cura dei nostri alberi di pere senza danneggiare le api e tutti gli insetti indispensabili all’equilibrio del nostro ecosistema. E così riusciamo anche a produrre quel succo di frutta straordinario, talmente buono che continua a conquistare cuori anche fuori dal frutteto.

Quello che facciamo ogni giorno, nei nostri campi, con i nostri alberi, lo facciamo per rendere Luogosano una terra dove ci sia amore per tutti e per tutti i gusti e dove si possa vivere per sempre felici e contenti.

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