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Agricoltura e tecnologia, un matrimonio che s’ha da fare.

Agricoltura e tecnologia, un matrimonio che s’ha da fare.

“Vuoi tu agricoltore prendere come tua legittima sposa la tecnologia nel tuo frutteto?”

Abbiamo detto sì, perché al cuor non si comanda e al gusto nemmeno. 

E poi non vogliamo migliorare solo la qualità della nostra frutta, ma anche il nostro impatto sull’ambiente: per offrire un prodotto eccellente e acquisire sempre più sapienza, la nostra crescita non può che essere sostenibile.

Noi c’eravamo quando negli anni ’80 si cominciava a parlare di agricoltura di precisione e si cominciavano a esplorare nuovi mondi per migliorare gli interventi d’irrigazione e di fertilizzazione. Oggi, che tutto passa per internet e dalle App, siamo entrati in una nuova era: quella dell’agricoltura digitale.

Nell’epoca dell’agricoltura 4.0 nei campi possiamo fare di tutto, tranne lo smart working (quello lo lasciamo agli uffici). Però, attraverso il digitale, possiamo fare analisi incrociate di fattori ambientali, climatici e colturali per capire meglio il fabbisogno nutritivo e irriguo delle coltivazioni, possiamo prevenire patologie, identificare infestanti e risparmiare tempo e risorse.

Ma, dicevamo, l’utilizzo della tecnologia nei nostri campi sposa un’altra causa di vitale importanza: la sostenibilità. Il digitale diventa uno strumento necessario per salvaguardare il futuro delle terre e della Terra. 

Droni, satelliti, big data, etichette parlanti (si avete capito bene), biosegnali e mille altre tecnologie che i nostri nonni più tradizionalisti avrebbero forse chiamato diavolerie, aiuteranno l’agricoltura industriale a essere sempre meno impattante sull’ambiente.

C’è chi addirittura riesce a cogliere gli stati d’animo della pianta, interpretandone il linguaggio nelle varie fasi della vita e intervenendo sulla base di queste informazioni.

Poi ci sono droni dotati di videocamere capaci di stimare la quantità di fertilizzante per le coltivazioni in larga scala e robot che concimano in maniera mirata.

Si, lo sappiamo che in realtà state aspettando solamente di sapere cosa sono le etichette parlanti. Sono quei QR code che trovate anche sui nostri succhi di frutta che, una volta inquadrati con lo smartphone, raccontano la storia e le origini del prodotto.

Anche se ieri sembrava impensabile che i nostri agricoltori girassero per i campi con un tablet tra le mani o controllassero i dati forniti dai sensori installati nei frutteti, ancora oggi l’esperienza e l’amore dei nostri agricoltori e dei nostri agronomi sono le tecnologie più aggiornate a cui ci affidiamo.

Dal monitoraggio della temperatura del terreno al risparmio delle risorse, dalla verifica della qualità dei nostri prodotti alla cura dei nostri alberi, sono loro che ci mettono il cuore. Quello che, spesso, inquadra più cose di una fotocamera, vede più lontano di un drone e comunica più di qualunque dato.

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